RAI Scuola

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Il portale di RAI Educational dedicato al canale tematico di Rai scuola
  1. “Newton” è il programma di informazione e approfondimento scientifico di Rai Cultura. In questa puntata Davide Coero Borga ospita Alessandro Corsini, esperto di Sistemi Energetici e professore ordinario alla Sapienza Università di Roma. Assieme ci conducono in un viaggio attraverso la storia recente e recentissima delle energie fossili, per fare un punto sulla reale consistenza dei giacimenti ai quali possiamo ancora attingere e gettare uno sguardo sulla inevitabile fase di transizione verso le energie rinnovabili. La eco delle domeniche a piedi degli anni settanta fa da sottofondo ai ripetuti allarmi sull’esaurimento delle scorte di petrolio. Allarmi innescati a metà del secolo scorso dalla famosa ‘teoria del picco’ di Marion King Hubbert ma ormai in buona parte ridimensionati dalle più recenti acquisizioni della ricerca: sia in campo teorico che applicativo (un esempio sono le nuove tecnologie estrattive basate sul ‘fracking’ delle rocce). Con Thomas Klauser, responsabile tecnologico della start-up a partecipazione pubblica “H2SuedTirol” scopriamo come l’idrogeno potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella transizione alle fonti rinnovabili. Il giornalista scientifico Pietro Greco, infine, ci racconta la storia del più grande errore di Einstein, proprio in campo energetico… In onda il 17 febbraio alle 21.30 su Rai Scuola  
  2. Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno veniva bruciato vivo a Roma in Campo de' Fiori. Riproponiamo oggi una nostra puntata dedicata al grande filosofo italiano. Nato a Nola nel 1548, all’età di diciotto anni entra nell’ordine di San Domenico e cambia il proprio nome di battesimo, Filippo, in Giordano. Un eccezionale anticonformismo e una curiosità senza eguali per il sapere lo conducono a un’originale riflessione in cui convergono elementi di Neoplatonismo, panteismo, misticismo, magia, teorie mnemotecniche, influssi di studi cabalistici e teorie astronomiche. Questi aspetti, assieme al suo continuo errare per l’Europa (Savona, Torino, Venezia, Milano, Ginevra, Tolosa, Parigi, Oxford, Magonza, Marburgo, Praga) fanno di Giordano Bruno uno dei filosofi e degli intellettuali più rappresentativi dello spirito rinascimentale. La sua concezione della materia (intesa come materia attiva); la sua considerazione dell’infinitezza dell’universo e della presenza di infiniti mondi; la tesi secondo cui vi è un’anima universale a cui si è destinati ritornare dopo la morte per poi reincarnarsi in altre future, costituiscono alcune tesi fondamentali del suo pensiero. Bruno rimase in carcere sette anni e subì due processi prima a Venezia poi a Roma. Oppose un netto rifiuto ai ripetuti inviti degli inquisitori a ritrattare le sue dottrine in particolare quella relativa all’infinità dell’universo e salì sul rogo senza essersi riconciliato con il Crocifisso da cui, secondo la leggenda, distolse lo sguardo prima di morire. La sue vicende biografiche costituiscono testimonianza attiva delle sue concezioni filosofiche; sicché, la sua rinuncia ad abiurare le tesi considerate eretiche dall’Inquisizione e la sua morte sul rogo, ne restituiscono l’immagine di un martire per la libertà di pensiero e per la fedeltà alla verità. Una figura emblematica celebrata nei secoli successivi in nome di questi valori.
  3.   Bestiario del mondo della scienza. Con Davide Coero Borga andiamo alla scoperta della vita quotidiana del ricercatore. Bestia rara, figura bizzarra e aliena per molti, il ricercatore è una persona come noi: sorpresa! Lavora sodo, tiene famiglia e il mercoledì sera ha il calcetto con gli amici. Ma cosa combina dentro il laboratorio? Dove vive? Che posti frequenta? Lo scopriremo sul campo perché, come diceva Feynman: "l’esperimento è il solo giudice della verità scientifica". In questa puntata incontriamo Enrica De Cian, economista.
  4.   Venti borse di studio e un percorso di due anni per formare i nuovi professionisti nella gestione di musei, siti archeologici e imprese culturali. Al via il 17 febbraio il bando per la selezione dei prossimi partecipanti alla Scuola del Patrimonio, il programma proposto dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali che consente di accedere al Diploma di Alta Specializzazione e Ricerca per il patrimonio Culturale, con 150 crediti ECTS. Con questo corso la Fondazione - voluta dal ministro Dario Franceschini nel corso del suo precedente mandato, come struttura operativa a sostegno delle politiche di innovazione e qualificazione delle competenze del Mibact - si propone di fornire alle professioni del settore culturale gli strumenti metodologici necessari ad approcciare la cura del patrimonio secondo una prospettiva sempre più ampia, trasversale e integrata con il mondo del lavoro. Giunto alla sua seconda edizione, il corso segue le più importanti ricerche europee nell’individuazione dei fabbisogni formativi e punta a valorizzare i profili professionali di provenienza dei partecipanti in relazione ai nuovi contesti del patrimonio, ascoltando le reali necessità degli istituti, delle organizzazioni e delle imprese culturali. “La Scuola del Patrimonio è una sorta di laboratorio, inteso come un ambito metodologico nel quale ogni conquista di conoscenze e competenze è frutto di un lavoro sia individuale che condiviso di progettazione e conduzione delle ricerche, nonché di verifica, fruizione ed esposizione dei risultati” dice Carla Di Francesco, Commissario straordinario della Fondazione. Una Scuola che si rivolge in particolare ad archeologi, architetti, paesaggisti e conservatori, storici dell’arte, antropologi, archivisti, bibliotecari e altri specialisti nel campo delle attività culturali. Il programma di studio, della durata di due anni con obbligo di frequenza, si articola in un ciclo di lezioni introduttive che hanno lo scopo di suggerire spunti di ricerca attraversando discipline giuridiche, amministrative, manageriali, nonché di approfondire le potenzialità delle nuove tecnologie applicate al patrimonio culturale. I tre moduli di specializzazione del primo anno sono rivolti ai rapporti del patrimonio con lo sviluppo territoriale, alla digitalizzazione e alla mediazione. Il secondo anno è invece dedicato all’internship per la fase di applicazione sul campo. La Fondazione propone infatti agli allievi giunti al termine del percorso in aula, lo sviluppo di progetti di lavoro presso enti e istituzioni operanti nella cultura a livello nazionale e internazionale, al fine di mettere in pratica e affinare le conoscenze e competenze acquisite. Alcune novità rispetto al primo ciclo sono i 20 posti disponibili anziché i 18 del corso precedente, tutti sostenuti con una borsa di studio di 14.700 euro lordi annui (il corso è gratuito). Cambia anche l’età massima dei partecipanti, che scende dai 39 ai 36 anni non compiuti. Tra i requisiti obbligatori, il possesso di dottorato o scuola di specializzazione in materie attinenti il patrimonio e le attività culturali, la padronanza delle lingue italiana e la conoscenza dell’inglese con livello minimo B2. I partecipanti sono selezionati attraverso una procedura pubblica di valutazione basata sul profilo scientifico dei candidati, sul colloquio e sulle prove psico attitudinali e motivazionali. Il modulo per la candidatura si può scaricare sul sito fondazionescuolapatrimonio.it.
  5. La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato le materie della seconda prova della #MaturitàVentiVenti sul profilo Instagram del Miur. A questo link tutte le materie divise per indirizzo: Licei, Istituti tecnici, Istituti professionali. La prova, come già nel 2019, sarà multidisciplinare, fatta eccezione per i corsi di studio che hanno una sola disciplina caratterizzante.   Il colloquio orale Quest’anno, non ci sarà, all’inizio del colloquio, il sorteggio fra tre buste, previsto invece lo scorso anno per dare avvio alla prova. Il colloquio sarà pluridisciplinare: ciascuna commissione predisporrà i materiali di partenza da sottoporre agli studenti (potranno essere un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema). Il lavoro dei commissari si baserà su quanto studiato dai ‘maturandi’ nel loro percorso: farà fede il documento predisposto dai docenti di classe. Al momento dell’inizio della prova, la commissione sottoporrà uno spunto al candidato, che rappresenterà, comunque, solo il momento di avvio del colloquio. Il Ministero nei prossimi giorni continuerà a pubblicare materiali utili per chi dovrà affrontare a giugno l'Esame di Stato, pensati anche per i canali social, per rispondere alle domande che gli studenti stanno ponendo alla Ministra, scrivendole su Facebook e Instagram.